Anna

Dal Silenzio al Salento

Silent Salento è uno spazio di ascolto. Non racconta il Salento che fa rumore, ma quello che custodisce le sue radici: le stanze di Girolamo Comi, fondatore della cultura salentina moderna, e le forme scolpite da Renzo Buttazzo, dove la materia diventa silenzio visibile. E’ un progetto che trasforma il silenzio in narrazione, invitando a rallentare, osservare e sentire. Perché l’identità di un luogo si rivela solo quando smettiamo di parlare.

 

Maurizio Buttazzo
casa comi libreria

Renzo Buttazzo non è solo un designer, ma un vero poeta della materia che dal 1986 ha saputo riscrivere il destino della pietra leccese. Attraverso una carriera costellata di successi internazionali, dalle prestigiose vetrine del Salone del Mobile di Milano fino alla celebre collaborazione con Armani Casa, l’artista salentino ha dimostrato che la roccia può abbandonare la sua intrinseca pesantezza per farsi eterea. La sua fama, consacrata da colossi mediatici come la Rai e la BBC, ha trovato nel 2005 la sua casa ideale in SPAZIOPETRE a Lecce, un laboratorio d’avanguardia dove la pietra dialoga incessantemente con culture e materiali diversi.

Al centro del suo universo creativo pulsa un’artigianalità pura che sfida apertamente l’omologazione industriale. Per Buttazzo, l’opera nasce esclusivamente dal contatto diretto delle mani con la materia, un processo quasi spirituale alimentato dall’ascolto dei sensi e dei ritmi della natura. Da oltre venticinque anni, la sua sperimentazione trasforma i blocchi lapidei in sculture moderne che giocano con l’equilibrio tra pieni e vuoti, rendendo tangibile il “rumore del vento”. Oggi è celebrato globalmente come un innovatore capace di infondere un’anima vibrante e una morbidezza inaspettata a un materiale antico, confermandosi un punto di riferimento imprescindibile nel design contemporaneo.

Maurizio Buttazzo non è semplicemente un artista, ma un “artigiano inventore” che ha fatto del Salento il laboratorio a cielo aperto di una rivoluzione etica e creativa. La sua filosofia trasforma l’atto del riciclo in una profonda riflessione politica: laddove la società vede uno scarto industriale o un oggetto dismesso, Buttazzo rintraccia una nuova linfa vitale. Attraverso un approccio “meticcio”, riesce a fondere il rigore del design industriale con l’esuberanza del barocco leccese, condendo il tutto con una sapiente dose di ironia e manualità.

Figura cardine della scena culturale pugliese, il suo nome è indissolubilmente legato a progetti di rigenerazione urbana come le Manifatture Knos a Lecce e a collaborazioni iconiche con il festival Cinema del Reale. Le sue opere più celebri, come le lampade ricavate da vecchie valigie, non sono solo complementi d’arredo, ma dispositivi narrativi capaci di proiettare storie e memorie. Che si tratti di installazioni prestigiose a Parigi e Milano o di workshop didattici per le nuove generazioni, Buttazzo continua a dimostrare che la sostenibilità non è un limite, ma una straordinaria opportunità di “ri-creazione” poetica del mondo.

Situato nel cuore di Lucugnano, Palazzo Comi non è solo un imponente edificio del XIX secolo, ma il custode silenzioso dell’anima di Girolamo Comi, figura tra le più raffinate del Novecento letterario italiano. Dopo anni di oblio seguiti alla scomparsa del “Barone Poeta” nel 1968, la struttura è rinata come centro culturale grazie all’intervento della Provincia di Lecce, trasformandosi in un varco temporale che conduce direttamente nell’universo intellettuale del suo antico proprietario. Varcare la soglia significa immergersi in un’atmosfera sospesa, dove lo studio conserva ancora gli arredi originali e la biblioteca, vero cuore pulsante della dimora, protegge circa tremila volumi che testimoniano il profondo legame di Comi con la cultura francese e l’avanguardia europea.

Il palazzo fu il quartier generale dell’Accademia Salentina, un cenacolo d’eccellenza dove menti del calibro di Maria Corti e Oreste Macrì sognavano di elevare il Salento a ponte culturale verso l’Europa. Oltre ai preziosi manoscritti e alla fitta corrispondenza d’archivio, le sale rendono omaggio anche alla maestria artigiana locale attraverso sezioni dedicate all’arte della ceramica, tipica del borgo. Oggi, grazie alla gestione di enti e associazioni come la “Tina Lambrini”, Palazzo Comi continua a irradiare sapere ospitando mostre, reading e presentazioni, confermandosi un faro di bellezza che attende solo di essere riscoperto dai viaggiatori in cerca di autenticità.

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